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Assomigliava a Garibaldi. Valter Bottani assomigliava moltissimo all’Eroe dei due Mondi. E giΓ  questo gli conferiva un carisma capace di suscitare rispetto e simpatia. Ma l’ apparenza era assolutamente confermata dalla realtΓ  dei fatti e dai suoi atteggiamenti. PerchΓ© Valter aveva una grande capacitΓ  di ascoltare le persone, di mediare situazioni, di risolvere contrapposizioni, di appianare divergenze e prendere decisioni in una Sezione, quella β€œManara” di cui egli era Presidente e che primeggiava in Italia con settecento iscritti. Di spirito allegro, goliardico, cameratesco, pronto alla battuta e non al risentimento o alla chiusura, rappresentava quel vero e schietto animo bersaglieresco ben lontano da spocchia, altezzositΓ  e protagonismi che purtroppo talvolta emergono tra le nostre file. E la sua grande passione cremisi si estese fino alla creazione di un Museo privato della Storia bersaglieresca che, per molti reperti, suscitΓ² le invidie del nostro Museo Nazionale di Porta Pia. Un gioiello di uniformi, elmetti, fregi, decorazioni, soldatini, armi, pubblicazioni e cartoline che per molti motivi oggi non esiste piΓΉ, o sopravvive in alcune nostre sezioni, ma che ci ricorda l’essenza di Valter Bottani con le centinaia di drappelle di fanfare da lui raccolte e oggi custodite nella nostra Sede Nazionale. Da β€œcapo” appassionato della nostra Storia, e consapevole dei numerosi soci β€œmanarini” che militarono nei reggimenti piumati della R.S.I., voleva che ad ogni raduno nazionale sfilassero, in testa alla antica Sezione milanese nata nel 1898, la β€œfiamma” della R.S.I. e il labaro dei reduci del β€œMontelungo”. PerchΓ©, diceva, β€œentrambi furono bersaglieri, e la Storia non puΓ² cancellare o ignorare la chiamata in buona fede delle coscienze e del dovere. A prescindere dalle parti in cui si schierarono”.Serio e capace imprenditore, fu un cittadino onesto. Di quella onestΓ  che si paga aspramente quando si finisce nel tritacarne di una Giustizia troppo spesso incompetente, incapace o ideologicamente distorta, che non solo andrebbe riformata, ma addirittura rifondata. Ricevette le scuse e le assoluzioni, ma dentro di lui rimase una profonda amarezza. Imprenditore che, quando nel 2007 ad alcuni β€œpazzi ragazzi” venne l’idea di realizzare un Raduno Nazionale a Milano, mi disse: β€œDaniele, io devo gestire la mia azienda e non posso seguire tutta l’organizzazione. Sotto il mio nome, sii tu il mio alter ego, ho fiducia in te”. E, grazie alle elevate capacitΓ  di un Comitato Organizzatore che non finiremo mai di ringraziare, nel 2010 Milano vantΓ² un Raduno memorabile.Ora Valter ci starΓ  guardando dall’alto, sorridendo dei nostri difetti e delle nostre piccole beghe quotidiane. Ci mancherΓ . Come mancherΓ  alla sua cara Silvana, ai figli Ombretta e Cristiano, ai nipoti Giacomo e Pietro e al genero Ferruccio. Ci mancheranno la sua pacatezza, il suo senso dell’umorismo e la sua saggezza. Ma il caro Valter, il cui unico vizio erano i due pacchetti di Marlboro al giorno, rimarrΓ  sempre nei nostri cuori per indicare una strada, un accordo, una battuta di spirito, un salto mortale della coscienza cremisi. Quella che non deve mai morire. Come il suo ricordo.

Bers. Daniele Carozzi