AMOROSO Gaetano


n. 1893 Roccalumera (Messina). Maggiore s.p.e. (servizio permanente effettivo) fanteria, I battaglione speciale mortai da 81, Divisione d’assalto Littorio.

Volontario allievo ufficiale di complemento conseguì la nomina a sottotenente nel febbraio 1914. Nella prima guerra mondiale partecipò alle operazioni prima col 76° fanteria, rimanendo ferito, e poi con la 402^ compagnia mitraglieri del 255° reggimento. Trasferito negli alpini fu al 3° e al 6° reggimento nei battaglioni. Susa e Bassano ove rimase dal 1919 al 1923. Promosso maggiore nel dicembre 1934 per avanzamento anticipato, fu nella Divisione Peloritana mobilitata in A.O. (Africa Orientale) col 3° reggimento fanteria. Al comando del battaglione speciale mortai da 81 della Divisione Littorio, partecipava alle operazioni militari in Spagna nel 1938 – 1939 e rientrava in Patria con nave ospedale per ferite, venendo poi assegnato al Ministero della Guerra. Promosso tenente colonnello nel giugno 1939, all’inizio della 2^ guerra mondiale otteneva la destinazione al 33° reggimento carristi della Divisione Littorio in A.S. (Africa Settentrionale). Nel febbraio 1942 assumeva il comando del 12° reggimento bersaglieri e lo manteneva colla promozione a colonnello ottenuta alcuni mesi dopo, fino alla battaglia di El Alamein del 2 novembre 1942. Collocato nella riserva dal novembre 1949 è stato promosso generale di brigata nel 1951 e successivamente trasferito nel R.O. (Ruolo d’Onore).  Promosso generale di divisione nel 1963. Risiede a Roma.

Altre decorazioni: tenente in s.p.e. per merito di guerra (1916); capitano a scelta di guerra (1918); Cr.g. al V.M. (Croce di guerra al Valor Militare) (Selz, 1915); M.B. (Medaglia Bronzo) (Piave, 1918); M.B. (Piave, 1918); cavaliere O.M.l. (Ordine militare d’Italia) (1939).

Valoroso combattente della grande guerra, volontario nella campagna etiopica e di Spagna, si distinse sempre per rara bravura ed eccezionale ardimento. In cruenta lotta per la conquista di un abitato, offertosi volontario, alla testa del suo battaglione arditi, sbaragliò più volte l’agguerrito e tenace nemico. Durante circa tre ore di asperrima lotta, colpito successivamente cinque volte agli arti inferiori non abbandonava il suo posto, continuando impavido e sereno a combattere, guidare l’azione e infiammare i suoi legionari con l’esempio e con la parola. Colpito una sesta volta e gravemente, rifiutava ancora il ricovero in luogo di cura, che accettava soltanto dopo il personale intervento del suo generale comandante. Sprezzante di ogni dolore, in gravissimo stato, con mirabile forza d’animo, deplorava soltanto di dover abbandonare la lotta allorché sicura e luminosa già si delineava la completa vittoria legionaria e fascista. – O.M.S. (Ordine militare Spagna): GeronaBadalona- Tordera, 26 gennaio- febbraio 1939.